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Alleanze stonate

A Trieste nel 2015, utilizzando l’evento annuale “World Animal Day” (rif. 1), è nato un comitato chiamato Trieste Animal Day (TAD) (rif. 1b) dove inizialmente era stato inserito nel direttivo uno sperimentatore su animali vivi che lavora al “Dipartimento di Scienze della Vita” (rif. 2, 3) che è stato anche responsabile tecnico dello stabulario dell’Università di Trieste (rif. 4) – (dove si perpetua la pratica antiscientifica della “sperimentazione animale” – vedi vivisezione – purtroppo ancora legalizzata).
Dopo varie proteste in merito arrivate all’attenzione del TAD (rif. 5, 5b), si era dimesso dal direttivo ma è comunque rimasto parte attiva di quel comitato sia durante l’evento organizzato nei primi giorni di ottobre del 2015 e sia come fondatore (rif. 6).
Quest’anno (ottobre 2016) all’evento del TAD, saranno presenti delle associazioni animaliste che nel 2015 in prima battuta si erano “dissociate” da quel nuovo comitato (tra le quali LAV, OIPA e Naica) – (rif. 6: nell’articolo di “Trieste All News” affermavano che “non ne condividono il metodo”) ed ora invece le associazioni suddette si ritrovano tra i “link amici” del TAD e nel caso di LAV e Naica anche come relatori di conferenze durante l’evento e nei titoli dei loro interventi non si accenna alla lotta contro la vivisezione  – [AGGIORNAMENTO: Dopo la pubblicazione del presente comunicato “alleanze stonate” (pubblicato il 26/09/2016), siamo venuti a sapere che oggi 28/09/2016  la LAV di Trieste ha fatto aggiornare all’ultimo momento sul sito del TAD il programma del loro intervento facendo aggiungere l’argomento “sperimentazione” dopo pellicce e allevamenti]. (rif. 7)

Alla luce di questi fatti il Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana (rif. 8) desidera esprimere la sua estrema contrarietà rispetto certe alleanze così stonate e vuole mettere in guardia contro la sopravvalutazione di manifestazioni come questa, facendo notare il pericolo che, riunendo soggetti che hanno verso gli animali atteggiamenti molto diversi, illudano il pubblico circa l’essersi raggiunto un accordo nella teoria e nella prassi in senso genuinamente animalista che invece non c’è.

Firmato: Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana

Informazioni scientifiche:

http://www.hansruesch.net/

http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/scidem.htm

– Protecting our health from the business of disease
Tutelare la salute dal business della malattia
Bruxelles 16 ottobre 2014 dal Parlamento Europeo:

https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra

Riferimenti:

1 – http://www.worldanimalday.org.uk/about_us

1b – http://www.triesteanimalday.it/

2 – https://dsv.units.it/it/dipartimento/persone/stebel-marco/2034/

3 – http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Stebel%20M%5BAuthor%5D&cauthor=true&cauthor_uid=17632383 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17632383

4 – http://web.units.it/sites/default/files/gar/procedure/CAPITOLATO_STABULARIO.PDF

5 – “World Animal Day”, ecco perché alcune associazioni hanno deciso di non aderire: http://www.triesteallnews.it/2015/09/25/world-animal-day-ecco-perche-alcune-associazioni-hanno-deciso-di-non-aderire/

5b – Alla conferenza del 2015 il TAD ha invitato come relatori:
– Vallortigara Giorgio (ordinario di neuroscienze e direttore del Cimec) che lavora nel campo della sperimentazione in vivo sul modello animale.
– Gianni Tadolini (etologo e membro attivo della Limav) che in una intervista del 2013 diffusa sul web afferma (tra le varie) che “la sperimentazione in vivo non può essere totalmente sostituita”… e critica come “opinione forzata” quella dei rappresentanti accreditati del mondo della scienza che sostengono la non-riproducibilità della condizione umana tramite il Modello Animale”(!)

6 – Fondatori del TAD: http://www.triesteanimalday.it/chi-siamo/

7 – vedi il “link amici” del TAD: http://www.triesteanimalday.it/link-amici/ ed il programma del TAD del 2016 – http://www.triesteanimalday.it/world-animal-day-2016/ (In particolare domenica 2 ottobre dalle ore 11.00 alle ore 18.00 in Piazza S. Giacomo lo stand dell’Associazione Culturale Naica assieme alla Lega Anti Vivisezione saranno relatori di conferenze. Aver aggiunto all’ultimo il tema “sperimentazione” tra i loro argomenti non giustifica comunque queste alleanze stonate ed il fatto che una Lega Antivivisezione non parli fin da subito di vivisezione nella loro conferenza è, a nostro avviso, significativo).
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8 – “Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana”- https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/
– leggi anche il comunicato del 18 ottobre 2014: https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2014/10/18/comunicato-18-ottobre-2014/).

Come diceva Hans Ruesch:
“Che esista un’organizzazione centrale che dà direttive alla “Confraternita della vivisezione” nei vari paesi sul modo di neutralizzare e infiltrare i movimenti antivivisezionisti (AV), è cosa certa” (leggi: https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.530716690339515.1073741844.469925656418619/1028347230576456/?type=3&theater ).

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ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE ORA! UNITI PER FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI

I sostenitori della petizione per l’abolizione della vivisezione hanno creato una pagina Facebook dedicata a divulgare i risultati della petizione, e soprattutto le informazioni sulle azioni che sarà possibile intraprendere per far valere le nostre richieste al Parlamento Europeo:
https://www.facebook.com/Abolizione-della-vivisezione-Ora-133575890404116/
Invitiamo tutti coloro che vogliono sostenerci ad esprimere il loro consenso su questa pagina ed a contribuire a condividerla!
Leggi: https://www.facebook.com/133575890404116/photos/a.135634213531617.1073741828.133575890404116/135623623532676/?type=3&theater
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Versione inglese: https://www.facebook.com/133575890404116/photos/a.135634213531617.1073741828.133575890404116/135641660197539/?type=3&theater
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UNITI PER FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI
I cittadini hanno ragione a chiedere l’abolizione della vivisezione: le numerose catastrofi farmaceutiche, il dilagante inquinamento chimico e farmaceutico, l’aumento delle malattie iatrogene, gli sprechi finanziari, le contraddizioni legislative e giuridiche… questioni che il Parlamento non può permettersi di ignorare. La petizione era stata organizzata solo grazie alla collaborazione di privati cittadini. In tanti hanno collaborato per oltre 3 anni per le ricerche, la documentazione, le raccolte firme in tutta Europa e per presentare questa petizione. Chiediamo ancora la collaborazione e il sostegno di tutti affinché il Parlamento non possa archiviare la petizione senza che le questioni sollevate abbiano neppure ricevuto una specifica risposta. Questo non è accettabile. Dobbiamo ottenere che le richieste presentate dalla petizione siano urgentemente dibattute e venga data adeguata risposta alle istanze dei cittadini. Inoltre non è più accettabile che la richiesta di abolizione possa essere ancora negata. Se la tutela della salute è un diritto fondamentale e inalienabile, allora ottenere l’abolizione della vivisezione è un diritto fondamentale!
Chiediamo a tutti di essere uniti per far valere le nostre ragioni e perché i nostri diritti siano rispettati. Stiamo pianificando la nostra strategia per rispondere al Parlamento e per esercitare tutta la pressione possibile, vi terremo informati sulle azioni che sarà possibile intraprendere. Ma sappiamo che per vincere avremo bisogno del sostegno di tutti: devono sapere che non ci fermeremo finché le nostre richieste non saranno ascoltate. Grazie a tutti coloro che aiuteranno a divulgare questa comunicazione e le future informazioni, e a tutti coloro che continueranno a sostenere la campagna per l’abolizione.
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LA COMMISSIONE EUROPEA fa “orecchie da mercante”

La risposta della Commissione europea ignora sfacciatamente ogni singolo punto della lista presentata da stopvivisection e continua a ripetere i soliti slogan triti e ritriti privi di fondamento scientifico soffermandosi in particolare sull’aspetto etico della discussione affermando ipocritamente che possa esistere un “benessere degli animali utilizzati nella ricerca e nella sperimentazione a fini scientifici”. (rif. 1)

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Il cosiddetto benessere animale
[tratto dall’articolo del Prof. Marco Mamone Capria: Antispecismo, ricerca biomedica e “Stop Vivisection”]

Tutte le volte che attivisti sotto copertura sono penetrati in laboratori di vivisezione hanno constatato (e, negli ultimi decenni, dimostrato attraverso video) che la vantata attenzione al benessere degli animali è solo una delle tante menzogne con cui i praticanti di questa crudele e pericolosa pseudoscienza cercano da più di un secolo di anestetizzare il pubblico. Una riprova della radicata tendenza all’illegalità dei vivisezionisti si ottiene facilmente considerando la violazione in Italia della legge sull’obiezione di coscienza, la 413 del 1993, perpetrata per vent’anni e ancor oggi dalla maggior parte dei dipartimenti universitari per i quali è rilevante. Se a questa legge fosse stata data la pubblicità imposta dalla legge stessa, probabilmente oggi in Italia non ci sarebbero laboratori di vivisezione.
Pertanto, quando una legge o una direttiva (come la direttiva europea 2010/63/UE) che regolamenta la sperimentazione animale parla di «protezione degli animali», è importante notare che nessuna garanzia potrà mai essere ottenuta su ciò che si fa 1) a porte chiuse e 2) da personaggi che hanno di regola “ben altre” preoccupazioni che fornire buone condizioni di vita a quel particolare tipo di materiale sperimentale che sono per loro gli animali reclusi nei loro stabulari.
Diciamo pure che chi si curasse realmente del benessere animale non vorrebbe nemmeno che esistessero stabulari annessi a laboratori, indipendentemente dal carattere più o meno invasivo delle “procedure” cui sono sottoposti gli animali destinati a questo o a quel progetto sperimentale. (rif. 2)

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La Commissione europea ha evitato accuratamente gli argomenti scientifici che riguardano il tema della vivisezione come pure di confrontarsi con il tema della validità scientifica del modello animale ignorando totalmente la richiesta di convocazione di un dibattito scientifico, con esperti di entrambe le parti (pro e contro la sperimentazione animale) in cui gli argomenti scientifici possano venire discussi in modo approfondito di fronte al pubblico e i media, nonché davanti alla comunità scientifica internazionale. (rif. 3)

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Riconversione [tratto dall’articolo del Prof. Marco Mamone Capria: Antispecismo, ricerca biomedica e “Stop Vivisection”]
Non esiste […] un problema di “che cosa fare per il progresso medico qualora la vivisezione fosse abolita”, perché ogni reale progresso medico è avvenuto sulla base di osservazioni e prove cliniche o epidemiologiche (quantunque possa essere stato, a volte, ispirato da ogni sorta di opinioni inconsistenti, fantasie o superstizioni: e questo vale non solo per la medicina, ma per ogni disciplina scientifica).
Quanto ai test di tossicità su animali, ormai tutti sanno che lungi dal costituire una tutela per i cittadini, sono un gioco d’azzardo sulla salute collettiva – quando sono applicati, beninteso, perché quasi 100mila sostanze sono state messe in commercio prima del 1981 senza aver mai superato alcun test di tossicità, né buono né cattivo. Ora, chi ha cercato di evitare il più possibile di fare test sulle sostanze che commercializzava non è esattamente il soggetto più indicato per scegliere i test più accurati e affidabili. Quindi il fatto che i rappresentanti dell’industria chimico-farmaceutica si dicano generalmente soddisfatti della continuazione indefinita dei test su animali come canone aureo (ed esercitino forti pressioni sulle istituzioni europee a tale scopo) dovrebbe indurre a qualche riflessione anche i più ingenui.
Un problema reale è invece “che cosa far fare ai vivisettori qualora la vivisezione fosse abolita”: il problema della riconversione professionale. Inutile nasconderselo: è un problema essenzialmente insolubile. È chiaro che si tratta di educare le nuove generazioni di ricercatori (ma già ce ne sono molti attivi che non sperimentano su animali), mentre è molto improbabile che chi per decenni ha sviluppato tecniche e abitudini di lavoro e di pubblicazione legate alla manipolazione di animali possa “riconvertirsi” facilmente. Anche solo adattarsi alla nuova immagine di sé che nasce dall’ammissione, pubblica o privata, di aver costruito una carriera su un inganno è più di quanto ci si possa aspettare da un normale professionista.
È per questo che l’abolizione della vivisezione non nascerà mai dalla comunità vivisezionista, legata peraltro a grossi e ben noti interessi industriali e, mediante alleanze accademiche ed editoriali, ad altre comunità di ricerca. Analogamente, non c’è mai stata, e non penso ci sarà mai, una riunione internazionale delle società astrologiche che abbia prodotto un documento finale in cui si dichiarasse che l’astrologia è una pseudoscienza (“In perfetta buona fede abbiamo ingannato l’opinione pubblica per alcuni millenni: scusateci tanto!”). Se questo punto non è compreso, è inutile, e anzi incoerente, perdere tempo a discettare non solo di metodi “alternativi”, ma anche di metodi “sostitutivi” della vivisezione. La vivisezione non va “sostituita”: va abbandonata, e il primo passo è toglierle l’avallo delle normative medico-sanitarie. (rif. 4)

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L’UE afferma che la sperimentazione sugli animali debba essere gradualmente abolita e lo pone come “obiettivo ultimo della legislazione unionale”. Ma in realtà se l’UE fosse veramente impegnata a difendere il benessere degli animali e se si fosse veramente prefissata di onorare questo impegno cercando di proteggere nel contempo anche la salute umana e l’ambiente, allora l’ABOLIZIONE DELLA VIVISEZIONE non sarebbe “un suo obiettivo ultimo” ma il suo primo vero obiettivo.

La sperimentazione animale non ha mai subito il processo di “validazione”, che oggi viene giustamente richiesto per l’approvazione dei nuovi metodi d’indagine tossicologica. E nonostante ciò, i dati ottenuti sugli animali vengono ancora usati come “gold standard” proprio per l’approvazione di questi nuovi metodi d’indagine tossicologica. (rif. 5)

Finché si riterrà legalmente valida la sperimentazione sugli animali ai fini dell’estrapolazione dei risultati sull’uomo, l’industria farmaceutica si troverà dotata (come finora è accaduto) di un’insostituibile corsia d’accelerazione per la commercializzazione dei suoi prodotti. ‘Insostituibile’ perché la vivisezione dà per lo più responsi ambigui e quindi suscettibili di essere interpretati nella direzione che si vuole, al contrario di quanto succederebbe con metodi di valutazione realmente scientifici. Si noti che le normative attuali prevedono che sia proprio l’industria farmaceutica a dover eseguire le prove di tossicità e di efficacia dei farmaci, e a doverle documentare agli organismi sanitari al momento della domanda di approvazione. (rif. 6)

Infatti alla irricevibile risposta della commissione europea si può inoltrare anche il COMUNICATO STAMPA STOP VIVISECTION del 26/03/2015 che fu scritto per rispondere alla Dichiarazione di appoggio alla Direttiva 2010/63/UE promossa da 120 enti pubblici e privati europei favorevoli alla sperimentazione animale. (rif. 7)

Non è un “caso” che la Commissione europea continua a sostenere il principio obsoleto delle 3R spacciandolo per un “metodo alternativo” ed un “percorso da adottare” ma che in realtà risale alla definizione elaborata nel 1959 (oggi siamo nel 2015 per intenderci) da Russel e Burch: Refinement (Raffinamento), Reduction (Riduzione) Replacement (Rimpiazzamento) che è stato un vero e proprio regalo ai vivisettori ed alle lobby coinvolte.

Di queste, solo la “R” del Replacement (Rimpiazzamento) è davvero accettabile ma non viene praticamente mai utilizzata fino a che la vivisezione continuerà a restare legale e fino a che verrà considerata “necessaria” senza aver alcun fondamento storico e scientifico a sostegno di tale tesi.
Da un punto di vista scientifico non ha alcun senso continuare a sperimentare sugli animali, cambiando solo il numero di animali, o la specie, e le modalità dell’esperimento. Quanto ricavato sugli animali non sarà applicabile all’uomo. Potrà esserlo o non esserlo, ma lo si saprà solo DOPO aver provato la sostanza in esame sull’uomo.
In generale, comunque, quando si parla di “metodi alternativi” si continua ad applicare la regola delle 3R, e quindi non tutti quelli che sono definiti come “alternativi” sono metodi senza l’uso di animali (vivi o morti)”.

Sarebbe sufficiente leggere a proposito la pagina 117 dell’edizione Calderini di “Vivisezione o scienza” di Pietro Croce che inizia un apposito capitolo “RRR: un generoso regalo ai vivisettori” con le seguenti parole: “I vivisettori e vivisezionisti dovrebbero professare una immensa gratitudine a Russell e Burch, che nel 1959 ebbero questa brillante idea a sostegno della vivisezione”.
Le 3R sono in definitiva un modo per fare accettare il principio (errato) del modello animale.

Su questo modello inattendibile ed antiscientifico si sono arroccati fino ad oggi (continuando a farlo in maniera sfacciata), i più grandi poteri legati all’industria ed alla scienza.

La storia si ripete e peggiora sempre di più quando “non si può svegliare chi fa finta di dormire”
(rif. 8)

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Concludendo:

“Stop Vivisection” o la democrazia dimezzata dell’Unione Europea [tratto dall’articolo del Prof. Marco Mamone Capria: Antispecismo, ricerca biomedica e “Stop Vivisection”] – (rif. 9)

[…] In altre parole, il primo passo da compiere è, oggi, di natura politica.
Non credo che sia utile organizzare un ennesimo dibattito tra specialisti. Una maggioranza di ricercatori a favore e contro la vivisezione possono anche essere disposti a rassegnarsi a un “eterno” disaccordo, e lasciare, per quieto vivere accademico, che ognuno continui a fare ciò che gli pare. Sono i cittadini che non possono più aspettare che la tutela della propria salute rimanga ancora nelle mani di una classe di indovini e/o giocatori d’azzardo. Sono i cittadini che hanno il diritto di esigere che certi “autorevoli” scienziati siano portati a rispondere, anche in sede giudiziaria, delle proprie false rassicurazioni e dei danni, a volte catastrofici, che queste hanno prodotto in campo ambientale e sanitario.

Purtroppo, come la vicenda dell’iniziativa di cittadini europei “Stop Vivisection”, sebbene ancora non conclusa, sembra confermare una volta di più – mi riferisco in particolare alla risposta della Commissione Europea (CE) del 3 giugno scorso –, ci sono forti resistenze istituzionali a operare cambiamenti contrari agli interessi di certe minoranze professionali e industriali.

Nel caso di “Stop Vivisection” trovo particolarmente inquietante che la CE non abbia esitato a violare il fondamentale Principio di Precauzione previsto dalla legislazione europea. Tale principio (di cui molti cittadini europei hanno solo un’idea vaga) afferma che, in presenza anche solo di una minoranza qualificata di scienziati che attribuisca un grave rischio all’esposizione dei cittadini a certe sostanze, l’Unione Europea deve tenere in «debito conto» il parere di tale minoranza, e la mancanza di una piena certezza scientifica non può essere utilizzata «per giustificare l’inazione». L’adozione della tossicologia e farmacologia vivisezioniste nelle normative europee è appunto una porta aperta all’esposizione legale di cittadini europei a sostanze e altri agenti che invece una minoranza qualificata di scienziati, negando valore alle certificazioni di sicurezza basate sulla sperimentazione animale, considera pericolose o provatamente dannose. Pertanto, quando la CE, nella sua risposta, ha ignorato il parere degli scienziati antivivisezionisti, ha violato palesemente il Principio di Precauzione.

La questione della inaffidabilità del “modello animale” era chiaramente esposta nel testo della petizione firmata da oltre un milione di cittadini europei. La CE, nella sua risposta, ha finto di ritenere che Stop Vivisection fosse una «mobilitazione dei cittadini europei a sostegno del benessere degli animali»: nello scrivere questo essa ha aggiunto la beffa al mancato rispetto della legislazione europea.

E allora che fare? La normativa comunitaria, pur ammettendo le iniziative di cittadini europei, prevede una procedura che permette alla CE di aggirarle quanto al merito – in campo medico-sanitario come in ogni altro. Infatti non ammette una vera procedura di ricorso nemmeno contro risposte manifestamente inappropriate e “di parte” (come appunto quella di cui qui si tratta). I portavoce dell’iniziativa possono solo richiedere, e hanno reso noto che lo faranno, l’intervento della figura del Mediatore Europeo, ma l’ultima parola resta comunque alla CE. Si può solo sperare che tale mediatore (che dal 2013 è l’irlandese Emily O’Reilly) abbia volontà e capacità di persuasione sufficienti a indurre la CE a modificare la sua posizione. Ma è chiaro che ci troviamo qui di fronte a un altro dei gravi limiti della rappresentanza offerta ai cittadini dell’Unione Europea dalla vigente legislazione.

Vorrei concludere con un’osservazione generale. L’intera ricerca biomedica, in particolare in tossicologia e farmacologia, è da decenni segnata da un profondo declino di credibilità. Non è un discorso che sentirete mai fare in una serata televisiva dedicata alla medicina, ma è un fatto documentato e ormai riconosciuto nelle sedi più autorevoli. La vivisezione sopravvive in questo clima, eticamente ed epistemologicamente deteriorato. Eliminarla è un “primo gradino”, ma ricreare un’atmosfera in cui la ricerca, con qualsiasi metodica, possa dare un genuino contributo al progresso sociale è qualcosa che richiede la collaborazione tra scienziati e laici alla definizione degli obiettivi, alla sorveglianza sulle pratiche, e al controllo dei risultati.

Riferimenti:

1. DOSSIER Brussels, 11 May 2015 – http://www.stopvivisection.eu/sites/default/files/dossier_-11_may_2015.pdf

– Entro il 3 giugno la Commissione Europea era tenuta a dare risposta scritta alle richieste di STOP VIVISECTION

https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.504882349589616.1073741840.469925656418619/835274756550372/?type=1

– Risposta della Commissione: Data della decisione: 03/06/2015
Documenti ufficiali connessi alla decisione:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/finalised/details/2012/000007?lg=it

• Comunicazione (IT) – http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/it.pdf
• Communication (EN) – http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/en.pdf
• Communication (FR) – http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/fr.pdf
• Mitteilung (DE) – http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/de.pdf

2. Il cosiddetto benessere animale: http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html#__RefHeading__417_1719115007 – [tratto da un articolo del Prof. Marco Mamone Capria: Antispecismo, ricerca biomedica e “Stop Vivisection” – http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html%5D

3. COMUNICATO STAMPA STOP VIVISECTION 05/06/2015 – Una risposta fortemente deludente: http://stopvivisection.eu/it/content/comunicato-stampa-stop-vivisection-05062015)

4. Riconversione – http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html#__RefHeading__423_1719115007 [tratto da un articolo del Prof. Marco Mamone Capria: Antispecismo, ricerca biomedica e “Stop Vivisection” – http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html%5D

5. – Bruxelles, 16 febbraio 2015 – http://stopvivisection.eu/sites/default/files/spedizione_it.pdf
Un caso esemplare: il fumo di tabacco: https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.470063883071463.1073741831.469925656418619/522308724513645/?type=3&src

6. “scientismo, cioè quella degenerazione della scienza che ha trasformato ciò che un tempo s’intendeva per scienza nel suo opposto: in una religione, un dogma, che sarebbe eresia mettere in dubbio o contestare; che va accettata come si accetta, per l’appunto, una religione, ciecamente, senza discutere e soprattutto senza riflettere” – https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.530716690339515.1073741844.469925656418619/705565092854673/?type=1

7. COMUNICATO STAMPA STOP VIVISECTION 26/03/2015 – http://stopvivisection.eu/it/content/comunicato-stampa-stop-vivisection-26032015

8. Le 3R sono state un penoso fallimento: https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.504882349589616.1073741840.469925656418619/578807868863730/?type=3&src

– NO ALLA PROPOSTA DI LEGGE 2157 – ex PDL 5442 – http://www.equivita.it/No_alla_Pdl_2157.htm

9. “Stop Vivisection” o la democrazia dimezzata dell’Unione Europea
http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html#__RefHeading__425_1719115007 – tratto da: http://www.hansruesch.net/articoli/StopViv.html

Informazioni:

– il seminario al Parlamento Europeo a Bruxelles tenuto il 16 ottobre 2014 per iniziativa del Movimento 5 Stelle, “Tutelare la salute dal business della malattia”, http://www.youtube.com/watch?v=jMRXiPVVXC4;

– gli articoli archiviati sul sito della Fondazione Hans Ruesch per una Medicina Senza Vivisezione (www.hansruesch.net), in particolare “Vivisezione: un po’ di chiarezza sul dibattito in corso”, http://www.hansruesch.net/articoli/unpodichiarezza.pdf);

– il libro Scienziati e laici, di prossima pubblicazione.

La risposta della CE del 3 giugno a cui si è fatto riferimento è disponibile in: http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/it.pdf .

Sui poteri del Mediatore Europeo:
http://www.ombudsman.europa.eu/media/it/default.htm

Sull’inesistenza di una procedura di ricorso nel caso che la CE si rifiuti di soddisfare le richieste di una ICE:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/faq#submission

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Links to Scientific Reports
http://www.stopvivisection.eu/en/content/links-scientific-reports

JUST SAY NO: 66 articoli che rendono la Direttiva 2010/63/UE moralmente, politicamente e scientificamente inaccettabile
http://www.stopvivisection.eu/it/content/just-say-no

Stop Vivisezione, l’Europa ignora oltre 1 milione di firme. La battaglia continua: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamentoeuropeo/2015/06/stop-vivisezione-vin.html

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Fonte: https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.504882349589616.1073741840.469925656418619/845902342154280/?type=1

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Tutelare la Salute dal Business della Malattia

Qui l’intervento registrato della diretta streaming dal Parlamento Europeo – Bruxelles: “Tutelare la Salute dal Business della Malattia” con il relatore prof. Marco Mamone Capria: http://youtu.be/jMRXiPVVXC4

16 ottobre 2014

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Comunicato 18 ottobre 2014

Il “Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana” – https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/ – ha iniziato un progetto di lavoro contro la vivisezione realizzando, il 17 marzo 2012 nella città di Trieste, una manifestazione con un corteo per le vie del centro contro la vivisezione e contro l’investimento di 459mila euro di fondi pubblici destinati alla ristrutturazione dello stabulario dell’Università di Trieste dove viene praticata la vivisezione.  Manifestazione ben riuscita (600 persone) anche grazie all’impegno di molti ed alla grande affluenza di cittadini arrivati anche da regioni limitrofe alla nostra.

Un riassunto in 8 punti dell’esperienza vissuta fino ad oggi:

1) PETIZIONE POPOLARE

Abbiamo creato una petizione popolare cartacea (conclusasi alla fine con 8000 firme e alla manifestazione raccogliemmo le prime 600 firme) dove si chiedeva la conversione dello stabulario in un vero Polo di ricerca scientifica con l’investimento di quei soldi pubblici, non per il fatiscente stabulario, ma per un’istruzione che stia al passo con i tempi adeguandosi alle nuove tecnologie avanzate e i metodi veramente scientifici che non utilizzano animali o dati animali per curare la specie umana in base alla Legge nazionale 413/93 sull’obiezione di coscienza alla vivisezione e che da 20 anni non viene rispettata nei suoi 4 articoli da tutte le Università italiane. In quell’occasione raccogliemmo anche le firme per una petizione fatta da semplici cittadini rivolta al Parlamento Europeo per chiedere l’abolizione della vivisezione (http://www.stopvivisezione.net/).

2) MOZIONE CONSIGLIO COMUNALE

Vista l’attenzione pubblica sul tema, alcuni consiglieri comunali hanno presentato una mozione urgente nella quale si chiedeva che quei fondi pubblici venissero impiegati per incentivare le metodologie sostitutive citando nella mozione la legge regionale 3/2010 creata per quello scopo e la legge nazionale sull’obiezione di coscienza alla vivisezione.  Nella prima discussione della mozione in consiglio comunale, rimandarono il tema ad un incontro in commissione per discuterne con degli “esperti” … solo che alla fine invitarono due professori dell’Università di Trieste entrambi a favore della vivisezione e nonostante noi cittadini avevamo detto che c’era la disponibilità gratuita del prof. Marco Mamone Capria e del prof. Gianni Tamino a venire a Trieste per intervenire all’incontro in commissione per il confronto scientifico sul tema portato, ma di fatto il Comune ha preferito come parte opposta un semplice cittadino rappresentante della Lav di Trieste.

3) CONFERENZA DIBATTITO AL KNULP

Di conseguenza il 23 aprile 2012 il nostro Comitato ha organizzato in un bar libreria della nostra città una conferenza dibattito intitolata: Sperimentazione animale: vera o falsa scienza? Un iscritto alla nostra mailing list ci regalò migliaia di volantini a colori per pubblicizzare l’evento al quale invitammo come oratori i professori Mamone Capria (Presidente della Fondazione Hans Ruesch), Tamino (Presidente del comitato Equivita), i due professori che erano in commissione (il prof. Tullio Giraldi, docente di Farmacologia all’Università di Trieste, e il prof. Renato Gennaro, docente di Biochimica all’Università di Trieste) ma questi ultimi hanno declinato l’invito senza poterci indicare dei sostituti e di conseguenza abbiamo invitato come oratore anche il Direttore scientifico dello stabulario dell’Università di Trieste, Piero Paolo Battaglini che ha accettato il confronto. Ci furono molti studenti che fecero delle domande specifiche come ad es. sul perché conferenze-dibattito di quel tipo non vengono proposte dall’Ateneo piuttosto che in un bar-libreria organizzata da semplici cittadini. Inoltre il dibattito con gli studenti dimostrò che non sono informati sui metodi sostitutivi e sulla legge 413/93.  Abbiamo diffuso su internet la conferenza dibattito che potete trovare anche sul nostro sito (https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/03/30/sperimentazione-animale-vera-o-falsa-scienza-conferenza-dibattito-a-trieste/) e spedita a tutti i consiglieri che avrebbero dovuto votare la mozione. Siamo stati presenti al momento della votazione con tanti cittadini a sostenere la richiesta per la conversione dello stabulario ed infatti la votazione si è risolta a favore della mozione votata in grandissima maggioranza il giorno 7 maggio 2012https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/03/30/il-consiglio-comunale-vota-a-favore-della-mozione-contro-lo-stabulario/

— 06 Giugno 2012 – Articolo di Fabio Dalmasso: “Trieste, no alla vivisezione Raccolta firme per lo stabulario d’ateneo”: articolo pubblicato su Lettera43

4) RACCOLTA FIRME in varie iniziative

Nel periodo successivo abbiamo cercato di trovare delle risposte direttamente in Regione, cercando di avere un riscontro rispetto alle nostre richieste, ma il massimo che abbiamo ottenuto è stata la firma di un consigliere regionale che ha sottoscritto la nostra petizione.  Grazie ad alcune iniziative come ad es. dei banchetti per stopvivisection (http://www.stopvivisection.eu/) e delle feste organizzate, abbiamo potuto raccogliere altre firme e fare informazione. La petizione cartacea è stata chiusa il 15 febbraio del 2013 ed abbiamo raccolto più di 8000 firme di cittadini (4000 da Trieste e le altre 4000 arrivate via posta da tutta Italia grazie alla volontà e l’impegno di tanti cittadini).

5) PROTOCOLLO LETTERA AL RETTORE

Il Comitato (immaginando “i tempi di risposta”) con previdente anticipo ha fatto protocollare il 24 gennaio 2013 una lettera per il Rettore Francesco Peroni dell’Università di Trieste, dove si chiedeva un incontro per potergli consegnare brevi manu le firme raccolte ma alla fine ci è stato risposto via mail che potevamo “spedirle per posta”. Risposta ottenuta solo a seguito di un nostro rinnovo della richiesta dopo un mese e mezzo di silenzio da parte del Rettore.

6) COMUNICATO STAMPA

Abbiamo quindi mandato il 13 marzo 2013 un comunicato stampa a varie testate giornalistiche descrivendo l’evolversi degli eventi e cioè che nello stabulario dell’Università di Trieste intanto cominciavano a ristrutturare una stanza nonostante le 8000 firme raccolte che il Rettore Peroni non ha voluto ricevere brevi manu, nonostante una mozione votata dal consiglio comunale, la Legge nazionale 413/93 boicottata da 20 anni e nonostante la Legge regionale 3/2010 fatta per diffondere le metodologie sostitutive (e che nel dicembre 2012 ha costituito Il Comitato etico regionale, nato subito con un congenito conflitto di interesse: hanno nominato infatti nel Comitato Etico il Direttore scientifico dello stesso stabulario di Trieste – http://www.regione.fvg.it/rafvg/comunicati/comunicato.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/notiziedallagiunta&nm=20121213181949016 – ed il Preside di Veterinaria dell’Università di Udine, dove un recente documento del Comitato Nazionale di Bioetica annovera tra le 16 facoltà fuori legge 413/93 e Dlgs 116/92).    Rispetto al comunicato stampa abbiamo trovato riscontro sul web da “Triesteprima.it” (anche se il link in questione ora non è più attivo: http://triesteprima.it/trieste/44-cronaca/7168-vivisezione-il-comune-di-trieste-dice-no-allo-stabulario-universitario-ma-si-scopre-che-le-opere-sono-gia-cominciate.html) e sulla carta dal bisettimanale “La voce di Trieste”; quest’ultimo ha pubblicato oltre al nostro comunicato stampa anche dei pezzi di interviste fatte al prof. Mamone Capria sull’argomento vivisezione (https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.files.wordpress.com/2013/03/comunicato.pdf); la giornalista Anna Zoldan per Video Regione con sede a Pordenone, ha invitato il nostro Comitato durante il suo telegiornale per portare la nostra testimonianza in due occasioni: in marzo 2012 dopo la nostra manifestazione e nel marzo 2013 per diffondere il nostro comunicato stampa. Purtroppo Il Piccolo di Trieste, invece di riportare correttamente il nostro comunicato per esteso, ne ha utilizzato le informazioni pubblicando in piena pagina nella sezione cronaca il 17 marzo 2013 (esattamente ad un anno dalla nostra manifestazione) un articolo chiaramente di parte, intervistando il Rettore Peroni e il Direttore scientifico dello stabulario dell’Università di Trieste, P. Paolo Battaglini, (senza chiederci una replica rispetto alle loro dichiarazioni). Vi erano inoltre scritte affermazioni che non erano corrette ed alcune vere solo in parte mancando di dati importanti e facendo un discorso del tipo “etica contro la ricerca” mentre noi nel comunicato abbiamo descritto dei dati scientifici oggettivi e leggi specifiche per chiedere di usare la vera ricerca scientifica.  Il nostro Comitato ha mandato il giorno seguente a quel quotidiano una lettera A/R per la giornalista ed il Direttore del giornale per chiedere una replica immediata.  Alla fine si sono limitati a riportare solo una parte della nostra replica (aggiungendo in chiusura un commento della giornalista stessa) in uno spazio diverso dalla sezione cronaca (che invece sarebbe stato corretto usare) utilizzando quello delle “segnalazioni” dei cittadini ed escludendo la parte dove spiegavamo e sottolineavamo che il discorso non è “etica contro la ricerca”. Intanto l’ex Rettore Francesco Peroni, finito il suo anno accademico, è stato scelto da Debora Serracchiani per la Regione FVG nel settore BILANCIO, FINANZE, PATRIMONIO, POLITICHE COMUNITARIE e RICERCA, ruolo che potrebbe essere in netto conflitto di interesse se il Peroni è anche membro del Consiglio Superiore della Banca d’Italia (vedi l’articolo 43 dello statuto della Banca d’Italia) come asserito dal M5S che ne aveva chiesto le dimissioni immediate dalla carica di consigliere della Banca d’Italia – http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/friuliveneziagiulia/2013/05/palese-incompatibilita-con-la-sua-carica-di-membro-del-consiglio-superiore-della-banca-ditalia-si-di.html

Articolo 43 “I senatori e i deputati e le altre persone che dedicano la loro attività al disimpegno di cariche di carattere politico non possono far parte dei Consigli della Banca. Sono altresì esclusi dal far parte del Consiglio superiore della Banca i dipendenti e coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso banche o altri soggetti operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria, i dirigenti e gli impiegati della pubblica amministrazione, nonché, in ogni caso, tutti coloro che si trovino in situazione di conflitto di interessi con la Banca in considerazione della posizione personale o delle cariche ricoperte”.

7) CARTEGGIO CON il Direttore scientifico dello stabulario dell’Università di Trieste e l’esperienza di uno STUDENTE UNIVERSITARIO.

Il giorno che abbiamo fatto protocollare la lettera al Rettore, un membro del nostro Comitato ha fatto una visita nei pressi dello stabulario dell’Università per cercare la Legge 413/93 che avrebbe dovuto essere stata appesa dopo la nostra conferenza al Knulp, in quella zona. Non trovandola ha cercato il prof. Battaglini con il quale ebbe un lungo confronto che poi è stato riportato in un carteggio visibile ai cittadini sul sito del nostro Comitato nella pagina “stabulario – università” (https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/confronto-dibattito/) dove si è partiti da alcune domande che erano state fatte di persona al Direttore scientifico dello stabulario quel 24 gennaio 2013 e poi si è andati avanti con il carteggio via mail.  Intanto c’è uno studente universitario che per un anno ha cercato, insieme ad altri studenti, di portare all’Università una conferenza per colmare il buco informativo sulle metodologie avanzate e sulle specifiche della legge 413/93, possibilità negata in tutti i modi anche dallo stesso CDS nonostante la richiesta di un’aula da parte dello studente con il sostegno gratuito della Fondazione Hans Ruesch proprio in concomitanza con una nota del MIUR del sett. 2012, con la quale il Ministero aveva invitato le istituzioni in indirizzo ad attivarsi affinché sia puntualmente applicato nell’ambito degli Atenei quanto previsto dalla legge 413/93 nonché attivati tutti gli strumenti informativi e organizzativi nei confronti dei soggetti interessati (studenti, docenti, lavoratori) a garanzia delle norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale – http://webnews.units.it/allegati/nota%20MIUR.pdf – Il CDS fece una riunione e bocciò l’iniziativa (Il Consiglio respinge l’iniziativa con: Contrari: 12 – Astenuti: 3 – vedi a pag. 10 del pdf: http://www2.units.it/cds/verbali09_11/0911/verb31_del_18_10_12.pdf).  Poi è successo che all’inizio di maggio 2013, mentre lo studente stava ancora aspettando la risposta dal Rettore rispetto all’ennesima richiesta dell’aula, all’Università di Trieste altri studenti universitari per il giorno 10 maggio 2013 hanno organizzato una conferenza che hanno pubblicizzato (anche tramite lo stesso Ateneo) con il titolo: “Sperimentazione Animale: Farsi un’idea!”.  Vi chiederete come mai questi ultimi studenti sono riusciti ad ottenere subito l’aula per la conferenza. La risposta è semplice: non c’è stata tra gli oratori alcuna voce contro la vivisezione dal punto di vista scientifico, o qualcuno che usasse unicamente i metodi veramente scientifici senza l’uso di animali e questo ovviamente non può essere considerato “un libero dibattito scientifico“. Della 413/93 (http://www.hansruesch.net/obiezione.htm) ne hanno parlato “molto brevemente” e non nella maniera corretta. Nemmeno in una conferenza all’Università hanno dato la massima pubblicità della 413 che la Legge impone. Qui un commento a proposito della conferenza farsa: https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.files.wordpress.com/2013/03/risp-a-battaglini-sul-bilancio-provvisorio.pdf

8) PROTOCOLLO LETTERA AL NUOVO RETTORE

Il giorno 3 settembre 2013 il nostro Comitato ha nuovamente chiesto ufficialmente un incontro al nuovo Rettore Maurizio Fermeglia per consegnare brevi manu le 8000 firme raccolte mediante la petizione con la quale si chiede che i fondi pubblici, destinati alla ristrutturazione dello stabulario, siano invece volti a finanziare la sua conversione in un vero Polo di ricerca scientifica. https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/09/16/comunicato-16-settembre-2013/ Ad oggi, ottobre 2014, non c’è stato alcun segnale da parte del Rettore Fermeglia per accettare la legittima richiesta del Comitato. Dunque il vuoto di informazione e di democrazia che persevera in certe istituzioni pubbliche e in certi organi di stampa dimostra clamorosamente il modo in cui è gestita la scienza e la cultura!

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RICOMINCIAMO DALLA SALUTE!

RICOMINCIAMO DALLA SALUTE! Conferenza dedicata ai metodi sostitutivi alla sperimentazione animale nella ricerca biomedica.

VENEZIA, Sala S. Leonardo – CANNAREGIO 1584
(subito dopo ponte delle Guglie)

SABATO 27 SETTEMBRE 2014

ORE: 18.00 – 21.15

INGRESSO LIBERO

Ore 20.30: proiezione del documentario “Il grande Ruesch
durata 45 minuti, regia Francesco Coccia e Sara Novello Brait
(https://www.facebook.com/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/photos/a.622934481117735.1073741848.469925656418619/536338533110664/?type=3&theater)

Perché mai in Europa paghiamo per i test scientifici inattendibili?
Sai che la sperimentazione animale non ha mai potuto superare i test di idoneità scientifica?

I cittadini informati non sono il gregge dell’obbedienza incivile che l’Europa vuole,
i cittadini informati insieme sono l’avanguardia del buon senso e della democrazia!

RELATORI

Marco Mamone Capria, è docente di Metodi geometrici in Teoria della Relatività all’Università di Perugia.
Ha insegnato Storia ed Epistemologia delle Scienze per nove anni ed è presidente della Fondazione Hans Ruesch per una medicina senza vivisezione. (http://www.hansruesch.net/http://www.dmi.unipg.it/mamone/http://www.dmi.unipg.it/mamone/sci-dem/)

Gianni Tamino, docente di Biologia e del corso di perfezionamento in bioetica all’Università di Padova.
É stato membro della camera dei Deputati e del Parlamento Europeo. Autore di libri e articoli di carattere scientifico culturale, presidente del Comitato Scientifico Equivita. (http://www.equivita.it/index.php/it/)
Membro del Comitato Scientifico Stopvivisection (http://www.stopvivisection.eu/)

RICOMINCIAMO DALLA SALUTE

Volantino RICOMINCIAMO DALLA SALUTE

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Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana

Rendiamo noto che il Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali ha aggiornato il suo nome con l’aggiunta “e della salute umana”. É stata una scelta doverosa per far capire all’opinione pubblica che la vivisezione va abolita anche per tutelare la salute umana da una metodologia errata, abominevole, mai validata scientificamente e che continua a procurare sofferenza e morte.

SLIDE della conferenza-dibattito sulla vivisezione – Trieste 2012 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.488000174611167.1073741839.469925656418619&type=3

VIDEO – Sperimentazione animale: vera o falsa scienza? Conferenza-dibattito a Trieste: https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/03/30/sperimentazione-animale-vera-o-falsa-scienza-conferenza-dibattito-a-trieste/

DICHIARAZIONE DI PRINCIPI (1975-2000) http://www.hansruesch.net/prin_civis.htm

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