Hans Ruesch

Hans Ruesch (Napoli, 17 maggio 1913 – Massagno, 27 agosto 2007)

Hans Ruesch ebbe non una ma – almeno – tre vite: fu famoso pilota automobilistico, autore di romanzi e racconti ancor oggi letti in tutto il mondo, e infine saggista e fondatore del moderno movimento antivivisezionista.

Quello che segue è un breve schizzo autobiografico.

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«Nato a Napoli nel maggio 1913. Entrambi i genitori erano di nazionalità elvetica, figli di industriali svizzeri stabilitisi a Napoli. La madre Ginevra, figlia di Filippo Büchy del cantone di Argovia, si era italianizzata, il padre era rimasto svizzero e aveva prontamente iscritto il figlio al consolato svizzero di Napoli, il che faceva di Hans fin dalla nascita un cittadino svizzero a tutti gli effetti, secondo un accordo vigente tra i due Paesi.

Dopo aver frequentato le scuole a Napoli fino all’età di 12 anni, Hans è stato mandato in patria a finire i suoi studi, sia nella Svizzera francese che in quella tedesca, diventando così poliglotta (multilingue). Dopo un interludio di 8 anni, in cui ha scorrazzato per tutta l’Europa e l’Africa (Tripolitania e Africa del Sud) e si è impegnato nella sua passione giovanile per le gare automobilistiche di Formula 1 dove ha corso anche per la Scuderia Ferrari, nell’ottobre del ’38 emigrò negli Stati Uniti, per proseguirvi una carriera letteraria da lui già iniziata al tempo delle corse. Difatti nel 1937 era apparso in Svizzera il suo primo romanzo, scritto in tedesco, proprio sulle corse d’auto. Romanzo da lui stesso tradotto in inglese alcuni anni dopo e nel 1953 portato sullo schermo da Darryl Zanuck della Twentieth Century Fox con Kirk Douglas nel ruolo del protagonista. Il titolo americano del film fu The Racers, in Italia Destino sull’asfalto.

Subito dopo la guerra è ritornato in Europa, sbarcando nel gennaio del 1946 nella sua città natale devastata dai bombardamenti alleati, nel periodo in cui alcuni anni più tardi ambienterà il suo I mammà e papà. Questo romanzo, da lui prima scritto in inglese, era poi stato dall’autore stesso tradotto in italiano. Ma nel frattempo, nel1950, era apparso negli Stati Uniti il suo primo bestseller, Top of the World; noto in Italia come Paese dalle ombre lunghe, portato sullo schermo dieci anni dopo col titolo Ombre Bianche e con Anthony Quinn nel ruolo dell’eschimese.

Dopo aver pubblicato ancora Paese dalle ombre corte, Partita di Caccia, Com’esser poveri, I mammà e papà e Ritorno alle ombre lunghe, tutti scritti dapprima in inglese e poi da lui stesso tradotti in italiano, smise di scrivere romanzi per dedicarsi interamente alla lotta contro la truffa della vivisezione, condotta sotto il pretesto della ricerca medica. Avendo anche già studiato medicina per anni e curato per una casa editrice una collana medica denominata “I manuali della salute”, è convinto, come tanti altri, che la vivisezione non è altro che una lucrosissima truffa, finalizzata a una continua raccolta d’ingenti fondi per una presunta “ricerca medica” da molti medici considerata non solo inutile ma fuorviante. Tanto è vero che le malattie tuttora nominate come le principali cause di morte — cancro, diabete, mali cardio-circolatori — non sono sparite, ma sono aumentate da quando è stata introdotta la vivisezione come unico mezzo di “ricerca medica”.

Queste idee, esposte in Imperatrice nuda, il primo libro che Hans Ruesch ha scritto fin dall’inizio direttamente in italiano, suscitando scandalo in Italia al suo apparire nel gennaio 1976, segnò anche la fine della carriera letteraria di questo autore fuori dagli schemi. Allora ebbe inizio il suo pellegrinaggio da un tribunale all’altro in vari paesi, trascinatovi non apertamente dall’industria farmaceutica come taluni logicamente assumono, ma al contrario da finti alleati. È questo il soggetto del suo successivo libro, intitolato I falsari della Giustizia, che egli spera ancora di poter terminare.

Ma intanto la Prentice Hall, la primaria casa americana di opere didattiche, ha pubblicato nel 2003 una nuova antologia di quasi 800 pagine, destinata all’insegnamento universitario e intitolata Dal passato al presente: idee che hanno cambiato il nostro mondo. Tra i 73 autori di cui sono citati ampi stralci figura anche Hans Ruesch. Per quale opera? Per quella che finora era stata la più soppressa in tutti i 9 paesi in cui era apparsa: Imperatrice Nuda.»

Il testo precedente era stato visto e approvato da Ruesch stesso. Ruesch è scomparso a 94 anni il 27 agosto 2007, nella sua casa di Massagno, vicino a Lugano. Un ritratto di Ruesch pilota è contenuto nel seguente testo corredato da fotografie.

I necrologi apparsi sulla stampa di tutto il mondo sono generalmente di basso profilo, si dilungano sulla sua “prima vita” (l’attività sportiva) e dicono poco o nulla delle altre due – quando è soprattutto l’ultima quella che soprattutto gli ha meritato un posto permanente nella storia della civiltà.

Sui principali quotidiani italiani non sono apparsi articoli in memoria. In particolare La Repubblica, che avverte i lettori con articoli più o meno ampi della morte anche di personaggi di scarsa o minima importanza culturale, ha solo accettato un’inserzione a pagamento nella rubrica dei necrologi, ma si è ben guardata dal pubblicare anche la più breve delle notizie su Ruesch. Il Corriere della Sera ha dato la notizia della scomparsa nella forma più breve e senza menzionare la vivisezione, e si è poi limitato a pubblicare qualche giorno dopo una breve lettera in memoria, ma non un articolo di un proprio giornalista. Questa è la “grande stampa” in Italia. Caveat emptor!

Tipico della stampa anglosassone, tanto spesso quanto a sproposito lodata dal provincialismo italiano, è l’articolo pubblicato sul New York Times (“Hans Ruesch, Writer and Grand Prix Winner, Dies at 94”), che è inserito niente meno che nella sezione “Sports”, e che di Slaughter of the Innocent dice:

His nonfiction book “Slaughter of the Innocent” (Civitas Publications, 1983), first published in Europe in the 1970s, is credited with helping galvanize the animal-rights movement here and abroad.

È difficile mettere tante inesattezze in così poche parole. Slaughter of the Innocent, che è la versione (molto) ampliata di Imperatrice nuda (apparso nel 1976), fu pubblicato per la prima volta non in Europa, ma negli Stati Uniti; non nel 1983, ma nel 1978; non da un editore minore (Civitas è la casa editrice della Fondazione Hans Ruesch), bensì da quella che allora era la più grande casa editrice americana, Bantam Books. Infine, il confondere l’opposizione alla vivisezione con la difesa dei “diritti degli animali” è stato un costante obiettivo polemico di Ruesch. Tale confusione, come egli ha in varie occasioni documentato, è una delle strategie utilizzate da chi infiltra il movimento antivivisezionista per farlo affondare in lotte intestine e renderlo politicamente inefficace.

Per inciso, il fatto che successive ristampe ed edizioni di un libro che ha «galvanizzato» (inutile metafora di origine vivisezionista) o, per meglio dire, reso consapevole e incitato alla protesta un numero imprecisato di persone in tutto il mondo, siano state possibili solo per il personale interessamento e investimento dell’autore, è di per sé una buona indicazione di come funziona la grande editoria in tutto il mondo. Ma non sarà certo un giornalismo falsamente indipendente che lo farà notare ai suoi lettori.

Fonte: http://www.hansruesch.net/vita.htm

Principali pubblicazioni di Hans Ruesch sulla vivisezione:

http://www.hansruesch.net/pubbli_ruesch.htm

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Pagina su facebook: Hans Ruesch per l’abolizione della vivisezione. Ora.

per diffondere il lavoro di Hans Ruesch il più possibile.

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