NO ALLO STABULARIO DELL’UNIVERSITA’ DI TRIESTE

NO ALLO STABULARIO DELL'UNIVERSITA' DI TRIESTE

L’attività del Comitato di liberi cittadini per la difesa degli animali e della salute umana è iniziata con la manifestazione del 17 marzo 2012 a Trieste:
http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/trieste-e-la-vivisezione-sulla-collina-modulo-petizione/25508

video: http://youtu.be/a4UGPQmDXk0

Si è fatta partire la raccolta firme cartacea per la petizione popolare CONTRO LO STABULARIO dell’Università di Trieste, iniziata il 12 marzo 2012 e conclusasi il 15 febbraio 2013 raggiungendo 8000 firme.
Con la petizione si chiedeva che i fondi, quasi tutti pubblici, previsti per la ristrutturazione dello stabulario dell’Università di Trieste (459 mila Euro), invece di sovvenzionare un vergognoso lager, fossero investiti per convertirlo in un vero luogo di ricerca e per un’istruzione che stia al passo con i tempi adeguandosi alle nuove tecnologie come lo sviluppo di metodi di ricerca già esistenti che non fanno ricorso alla sperimentazione animale o ai dati animali (in base alla legge 413 del 12 ottobre 1993 – la legge sull’obiezione di coscienza alla vivisezione pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 16/10/1993 – http://www-db.deis.unibo.it/~fgrandi/L413.html). Legge che dovrebbe essere come un faro per le nuove generazioni di scienziati che abbandonano metodi arcaici e medioevali per essere protagonisti di vero progresso ed innovazione. Perché Trieste possa essere definita con reale ed effettivo riscontro “la città della Scienza”.

Si chiede da molti fronti lo sviluppo e la crescita e si deve prendere atto che siamo in un momento storico, dove l’attenzione sul tema vivisezione è alta e coinvolge scienziati, intellettuali, economisti, politici, semplici cittadini, che chiedono una rivoluzione scientifica che è davvero realizzabile.
Consideriamo opportuno che si riesca a cogliere questa occasione per dare alla città di Trieste una spinta per un cambiamento epocale, di innovazione culturale, sviluppo economico, riconoscimento e stima, come fu all’epoca, per la psichiatria, la riforma Basaglia che permise a Trieste di essere la prima città ad aprire i manicomi, procurandole prestigio in tutto il mondo.

L’Università ha diritto/dovere di dotarsi con metodologie sostitutive e di tenere vivo un libero dibattito scientifico da tutto il mondo. L’Italia è l’unica ad avere la legge 413/93, che dovrebbe tradursi da tempo in numerose Cattedre in materia di metodologie sostitutive.
Non è mai troppo tardi e confidiamo nella volontà di questo cambiamento da parte di tutti, Università in primis.

Il 7 maggio 2012 il Comune di Trieste ha votato in notevole maggioranza, a favore di una mozione urgente dove si chiede la conversione del finanziamento destinato allo stabulario dell’Università di Trieste in una ricerca che non faccia utilizzo di animali, dando inoltre piena applicazione alla legge 413/1993 sull’obiezione di coscienza. (https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/03/30/il-consiglio-comunale-vota-a-favore-della-mozione-contro-lo-stabulario/)

Questo risultato è stato ottenuto anche grazie alla grande attenzione sul tema da parte dell’opinione pubblica (basilare in temi rilevanti) che ha consentito di informare i consiglieri comunali sull’argomento vivisezione attraverso la conferenza – dibattito “Sperimentazione animale: vera o falsa scienza?” (https://comitatodilibericittadiniperladifesadeglianimali.wordpress.com/2013/03/30/sperimentazione-animale-vera-o-falsa-scienza-conferenza-dibattito-a-trieste/) avvenuta il giorno 23 aprile 2012, prima della votazione finale della mozione urgente.

Il giorno 24 gennaio 2013 in concomitanza con l’annuncio ufficiale della chiusura raccolta firme abbiamo fatto protocollare una lettera al Rettore dove gli si chiedeva un appuntamento per un incontro in modo da consegnargli brevi mano le firme raccolte per chiedere che i fondi pubblici destinati alla ristrutturazione dello stabulario, siano invece usati per convertirlo in un vero luogo di ricerca scientifica avanzata.
Il Rettore dell’Università, il giorno 7 marzo 2013, dopo un nostro rinnovo della richiesta via mail, rifiutava di incontrare i rappresentanti dei cittadini firmatari contro la vivisezione in università chiedendo loro di spedire le firme per posta.
Ecco il comunicato stampa che ne è conseguito: http://triesteprima.it/trieste/44-cronaca/7168-vivisezione-il-comune-di-trieste-dice-no-allo-stabulario-universitario-ma-si-scopre-che-le-opere-sono-gia-cominciate.html

“La voce di Trieste” (il giorno 22 marzo 2013 a pag. 16) ha pubblicato un articolo sul Comunicato stampa mandato dal nostro Comitato in data 13 marzo 2013 a varie testate giornalistiche.

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30/03/2013 · 1:48 AM

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